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COSA VOGLIAMO

IL NOSTRO MANIFESTO

Battere bandiera italiana deve rappresentare un vanto ed un privilegio per i valori che questa rappresenta di storia e tradizione, di professionalità delle maestranze, di rispetto del mare e della sua gente, di ospitalità, di accoglienza. Onorato Armatori non incentiverà mai lo sfruttamento degli extracomunitari, sottopagandoli, né offenderà mai la loro dignità umana e quella del lavoro. Lo Stato ricambia il settore dei marittimi attraverso finanziamenti su tratte a basso rendimento per garantire il servizio ai cittadini, agevolazioni sui proventi e sul costo del lavoro, elementi questi necessari al comparto per la sua sopravvivenza, il suo sviluppo e la sua competitività in un contesto globale.

Tutto ciò premesso rende ancor più inaccettabile e deplorevole il comportamento di alcune compagnie che giocano sulla pelle del proprio personale imbarcato per trarre ulteriori vantaggi competitivi e proventi, tradendo così la fiducia della propria gente, dei passeggeri, delle Istituzioni. Il tornaconto di queste compagnie uccide l’intero comparto e lascia per strada molte famiglie italiane, circa 50 mila, riducendole ad una soglia di semi-povertà.

Io no, non vi tradirò mai e non smetterò di combattere ovunque questi comportamenti, investendo fino all’ultimo centesimo e fino all’ultimo filo di voce per difendere i marittimi.

Il lavoro è un bene inalienabile secondo l’articolo 1 della nostra Costituzione (“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”) ed è necessario proteggerlo.

Aiutami in questa battaglia di rispetto e di dignità dei nostri lavoratori sottoscrivendo la petizione per le rotte nazionali e comunitarie.

 
 

Questi i nostri punti:

  1. Le navi che battono bandiera italiana, in regolare servizio tra Paesi comunitari, devono imbarcare personale italiano o comunitario per accedere alle agevolazioni fiscali previste dallo Stato.
  2. I contratti del personale extracomunitario imbarcato su navi italiane in servizio internazionale (ovvero non operanti regolarmente tra Paesi dell’Unione Europea) devono essere uniformati a quelli dei marittimi italiani/comunitari.
  3. Gli standard di formazione e sicurezza devono essere garantiti e verificati per tutti i lavoratori marittimi.

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